1.1 Leggere le Strutture di Investimento
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    La valutazione di un investimento "in sé" e nel suo complesso non può prescindere dall'analisi e dal confronto delle tre strutture portanti che lo compongono:

    1) il Benchmark del fondo dichiarato dal Gestore;

    2) la composizione dei mercati effettivamente realizzata durante il periodo di analisi ("Normal" del fondo);

    3) il portafoglio del fondo ("Managed").


    L'impianto metodologico si ispira al modello realizzato da Brinson, Hood e Beebower (v. approfondimenti).

    Può essere quindi utile descrivere le tre strutture di investimenti, al fine di comprendere la natura e la qualità delle relazioni che vi si possono stabilire.

    Il Benchmark dell'OICR.

    Il Benchmark rappresenta il parametro di riferimento per la valutazione del profilo di rischio-rendimento dell'OICR.
    E' un elemento reso obbligatorio dalla CONSOB per i prodotti del risparmio gestito e costituisce un elemento di centralità nel processo di investimento.

    L'importanza del Benchmark non si esaurisce sul versante tecnico ma ha anche implicazioni "contrattuali" dal momento che il benchmark rappresenta il contratto tra Gestore e Risparmiatore.

    Viene così introdotto il principio di responsabilità nelle scelte di investimento, come è di prassi nei mercati culturalmente più avanzati.

    Infatti, da questa prospettiva discende che la scelta dei mercati di riferimento (il benchmark) attiene alla sfera di responsabilità del Sottoscrittore e/o del suo Consulente (Promotore od Operatore bancario) mentre il comportamento effettivo (Managed) del fondo verso il benchmark attiene alla sfera di responsabilità del Gestore.

    Questa interpretazione va molto al di là di quella più riduttiva che rappresenta il benchmark esclusivamente come parametro di misurazione delle performance ex post e/o parametro per determinare le commissioni di performance.

    Il benchmark è soprattutto un elemento di valutazione ex ante del fondo, necessario alla formazione del portafoglio dell'Investitore finale. Per tale motivo risulta straordinariamente importante che i benchmark che saranno definiti dalle Società di Gestione abbiano dei particolari requisiti tecnici:

    1) coerenza rispetto alla politica d'investimento;

    2) rappresentatività reale delle opportunità di investimento disponibili sul mercato;

    3) trasparenza, con riferimento alle regole di calcolo e alla facilità di accesso ai dati relativi agli indici di mercato che compongono il benchmark; ed infine,

    4) oggettività, nel senso che gli indici di mercato debbano essere di comune utilizzo, calcolati e diffusi da soggetti di indiscussa reputazione e terzi rispetto al Gestore.


    Tuttavia, dai dati resi disponibili sino ad oggi, non sembra che i requisiti dei benchmark siano pienamente rispettati.

    Ad esempio, l'utilizzo degli indici Fideuram come benchmark (per le gestioni patrimoniali) viola (tranne che in qualche caso) i requisiti di coerenza e rappresentatività per diverse motivazioni, tra le quali quella relativa al fatto che la composizione dei portafogli non è nota ex ante ma solo ex post. Per chiarire il concetto, se un benchmark può essere interpretato come una "rotta" di investimento, quale senso ha indicare al Risparmiatore di "andare dove gli altri (l'aggregato dei fondi del comparto) andranno", senza peraltro sapere dove?

    E' evidente che questa "aberrazione" tecnica potrebbe discendere dalla interpretazione del benchmark solo come un parametro di confronto e di valutazione del fondo, che serve magari per determinare le commissioni di performance.

    Ma questa interpretazione può essere ancora più "perversa". Infatti, nella consapevolezza che battere sistematicamente un benchmark efficiente, formato a sua volta da indici di mercato efficienti, risulta estremamente difficile (le indicazioni della ricerca quantitativa a tal proposito sono nette) la tentazione di "handicappare" il benchmark potrebbe essere forte.

    In questo senso abbiamo osservato alcune operazioni di "depotenziamento" del benchmark, ad esempio con l'introduzione, probabilmente non del tutto giustificata dal punto di vista meramente gestionale, di pesanti componenti di titoli di stato a breve e persino di liquidità in fondi o gestioni non classificabili come "monetarie". Ciò può essere anche comprensibile sul piano tattico-commerciale ma viola chiaramente il requisito di rappresentatività delle opportunità dei mercati di investimento.

    Ancora, dall'osservazione degli indici di mercato utilizzati per comporre i benchmark si notano indici che violano il requisito della trasparenza e dell'oggettività in quanto non sono affatto facilmente reperibili (presumiamo che alcuni indici possano essere addirittura realizzati dai Provider esclusivamente per la Società di Gestione committente). In alcuni casi abbiamo notato persino indici calcolati dalla medesima Società di gestione, in palese violazione del requisito dell'oggettività.

    L'auspicio è quello di un rigoroso rispetto dei requisiti sopra enunciati, affinchè i modelli di valutazione e costruzione di portafogli quantitativi descritti possano essere realizzati non soltanto sulla carta ma anche nella pratica, traducendosi in un servizio di maggiore qualità e personalizzazione per l'Investitore finale.

    Per tutti questi motivi, il sistema Investment Profiler identifica benchmark di riferimento dei singoli OICR scegliendo gli indici di comparto maggiormente efficienti ed utili quindi ad una valutazione di tipo consulenziale.

    Più in particolare, il set degli indici utilizzati è il seguente:

    Indice di mercato (in versione total return) Tipologia mercato

    Mts Bot Monetario

    Jpm EMBI+ Obbligazionario

    Jpm Emu Obbligazionario

    Jpm Emu 1-3 Obbligazionario

    Jpm Europa Obbligazionario

    Jpm Giappone Obbligazionario

    Jpm Globale Obbligazionario

    Jpm Usa Obbligazionario

    Msci EMF Azionario

    Msci Emu Azionario

    Msci Europa Azionario

    Msci Italia Azionario

    Msci Pacifico Azionario

    Msci Usa Azionario

    Msci World Azionario

    Msci World Consumer Discretion Azionario

    Msci World Consumer Staples Azionario

    Msci World Energy Azionario

    Msci World Financials Azionario

    Msci World Health Care Azionario

    Msci World Industrials Azionario

    Msci World Information Tecnol Azionario

    Msci World Materials Azionario

    Msci World Telecom. Service Azionario

    Msci World Utilities Azionario


    Il Normal dell'OICR.

    La struttura, che corrisponde alla "strategia di investimento comportamentale" viene identificata mediante un algoritmo di calcolo (la "Style Analysis", elaborata dal Nobel dell'Economia W. Sharpe, v. approfondimenti), su un periodo di 36 settimane.

    In sostanza la strategia riproduce le scelte effettuate dal gestore in termini di market timing (azione sulle asset class) e style selection (azione sulle tipologie dei mercati).

    Il portafoglio: Managed.

    Il portafoglio rappresenta la sintesi finale delle performance relative ai mercati e alla componente gestionale. Una notazione doverosa: per il diverso trattamento fiscale, i calcoli vengono effettuati sulle quote degli OICR di diritto italiano che sono valorizzate al netto delle imposte sul capital gain, mentre quelle degli OICR diritto estero sono al lordo della tassazione. Inoltre il portafoglio sconta i costi relativi alla gestione.


    Style Analysis
    La metodologia ideata dal Nobel William Sharpe che consente di "svelare" l'orientamento gestionale di un OICR o di un portafoglio.

    Il Modello BHB
    Il Modello di analisi e scomposizione delle performance gestionali ispirato alla ricerca di Brinson et al.

    Collegamenti in rete
    Il sito del Nobel W. Sharpe: la "style analysis" e molto altro.

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